Archivio mensile:giugno 2015

10. Caracal

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Il Caracal è un felide di media grandezza. Il nome caracal deriva dalla parola turca karakulak, che significa “orecchio nero”. Nel Nord dell’India e del Pakistan, il caracal è conosciuto con il nome syahgosh (स्याहगोष / سیاه گوش) o shyahgosh, termine persiano che significa “dalle orecchie nere”. In afrikaans si chiama rooikat, “gatto rosso”.

Alto da 45 a 50 cm, pesa da 8 a 18 kg. È robusto, abbastanza basso sulle zampe ed ha una coda relativamente lunga. La testa, piccola, porta orecchie molto lunghe, appuntite e che terminano con pennelli di peli neri lunghi fino ad 8 cm (al colore di questi pennelli è dovuto anche il suo nome). È più scuro sul dorso che sui fianchi. Il ventre, il petto, e l’interno delle membra è grigio chiaro, quasi bianco, a volte picchiettato di punti rossastri o bruni. Sulla testa, il caracal è segnato da due strisce scure sotto gli occhi e da una macchia scura che circonda il muso. Come quasi tutti i felidi, il caracal è dicromatico, cioè esiste sotto due varietà: grigio o rosso-bruno. Nel 1970, due piccoli sono stati presi insieme in una grotta, nel sud della Nigeria. Uno era grigio scuro, l’altro bruno. Questi piccoli caracal sono stati allevati nello zoo d’Ibadan. Nella Karamoja, in Uganda, sono stati catturati dei caracal del tutto neri. Come le linci, il caracal ha occhi con pupille circolari, che si contraggono in forma di punti rotondi. Il cranio è arrotondato e il secondo premolare superiore manca. Questo solo dettaglio permette di distinguere il cranio del caracal da quello del serval (gattopardo) che gli somiglia del tutto.

Il caracal ama le regioni secche, aride e semidesertiche. Preferisce i terreni scoperti ai luoghi boscosi. In India lo si trova molto frequentemente in pieno deserto del Rajasthan. Esso va a caccia ugualmente nelle boscaglie spinose e L. Azzaroli afferma che, in Somalia, è stato visto molto lontano dai punti d’acqua. In Africa del sud sta nelle pianure sabbiose, ma lo si trova in tutti gli altri ambienti naturali tranne che nelle foreste. Sembrerebbe che in Asia il caracal sia più amante del deserto che in Africa.

Il caracal è principalmente notturno. La sua biologia non è ancora ben conosciuta. È un felide solitario che non si accoppia che nella stagione degli amori. L’accoppiamento dura una decina di minuti. Dopo una gestazione di 69-78 giorni, i piccoli nascono ciechi, ma coperti di pelo simile a quello degli adulti, ma più scuro. Essi aprono gli occhi tra il sesto e il decimo giorno. La maturità sessuale è raggiunta verso i due anni. La longevità del caracal è considerevole. Due caracal, custoditi allo zoo di Dublino, sono morti alla rispettabile età di sedici e diciassette anni.

Di giorno si nasconde nelle tane delle volpi e del porcospino. Quando il tempo è coperto il caracal a volte esce in pieno giorno per la caccia. Allora lo si può scorgere camminare trotterellando furtivamente per un sentiero indigeno. E’ il solo felide piccolo africano che attacca l’uomo quando è disturbato nel suo riposo. Quando è inseguito dai cani, cerca rifugio su di un albero.

Il caracal è stato addomesticato sin dall’antichità. Gli egiziani l’hanno raffigurato negli affreschi di Beni-Hasan in alcune scene di caccia. Alcuni naturalisti affermano tuttavia che i piccoli caracal sono molto difficili se non impossibili da addomesticare; altri, invece, dicono che questi felidi diventano molto docili.

In India, si ammaestra il caracal per la caccia all’antilope cervicapra. In Iran e nell’Afghanistan lo si ammaestra a volte per la caccia agli uccelli in virtù della sua straordinaria attitudine al salto.

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